Il Capo Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale, Luigi La Rocca, è stato insignito del Premio internazionale di Archeologia subacquea “Sebastiano Tusa”.
Il riconoscimento è stato conferito lo scorso sabato 31 ottobre, nel corso della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, tenutasi a Paestum (Salerno) e consegnato da Valeria Patrizia Li Vigni, Luigi Fozzati e Ugo Picarelli alla presenza del Sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura, Giampiero Cannella.
Il premio, promosso dalla Fondazione Sebastiano Tusa, è conferito annualmente alle figure che si sono distinte nell’ambito della ricerca, della tutela e della divulgazione del patrimonio culturale sommerso.
Nel ricevere il premio per il progetto dal titolo “Archeologia subacquea in alto fondale. Progetto di recupero, restauro e valorizzazione del relitto alto-arcaico del Canale d’Otranto” il Capo Dipartimento La Rocca ha voluto condividere il riconoscimento
“con tutti i dirigenti, i funzionari, gli archeologi e i restauratori della Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio subacqueo di Taranto, che hanno realizzato un progetto straordinario di recupero del carico di un relitto proveniente da Corinto, databile al 640 a.C., naufragato quasi nel centro nel Canale di Otranto, tra le coste della Grecia e dell’Italia meridionale, a 780 m di profondità”.
La scoperta costituisce una straordinaria fonte di informazioni sul commercio e sullo stoccaggio in nave delle merci negli anni immediatamente successivi alla colonizzazione greca dell’Italia meridionale: gli oltre 300 rinvenimenti, tra anfore, olpai, hydriai e soprattutto pithoi, all’interno dei quali erano impilati vasi potori e unguentari, gettano nuova luce sulla circolazione di manufatti pregiati tra la Grecia e la penisola italiana, un traffico che coinvolgeva non soltanto le città magnogreche, ma anche i centri indigeni e l’area etrusca.
Il recupero, oggetto di un investimento di circa 4 milioni di euro da parte del Ministero della Cultura, ha interessato non soltanto il recupero, ma anche il restauro e lo studio dei materiali rinvenuti, e la loro valorizzazione, con l’allestimento di due mostre, che hanno riscosso grande successo di pubblico: “Recuperati dagli abissi. Il relitto alto-arcaico del Canale d’Otranto”, tenutasi presso l’ex Convento di Sant’Antonio a Taranto, e“ La Grecia e le rotte per l’Occidente. Il relitto del canale di Otranto”, presso il Museo Bizantino e Cristiano di Atene.